Una giornata particolare … e come.
Oggi, un martedì piovoso di luglio, mi alzo presto essendo sveglio dalla prima mattina. Facendo la colazione da solo, le ore passano e si fa una seconda colazione a due.
Mia moglie poi scende da vedere nostra figlia nel negozio di lingeria. Di ritorno mi dice:
“La vetrinista Diane, al lavoro oggi, ha il marito in ospedale, che ha avuto un incidente con la macchina, insieme con i tre nipotini. Lui, frantumato sul lato sinistro, si trova sotto una tenda asettica, con cure intense… anche i figlioli sono stati feriti. Mi è stato troppo orribile il sentire di tanto terrore”.
Dico io:
“Così sono stati pure loro, l’incidente che è stato sui giornali e alla TV. Avevo pensato immediatamente al signor Pinto e i nipoti”.
Sapevo che ogni giorno lavorativo della settimana, questi nonni se n’occupavano dalle sette della mattina. Il papà lavorando a Milano, la mamma lavorando qua in Belgio. Avevo però lasciato l’idea che sarebbero stati loro. Oddio, ma non loro!
Scendo anch’io dalla lingeria per vedere e condolermi con la nonna Diane. Ci conosciamo da decine d'anni, la nostra vetrinista. La figlia abitava a Milano con il marito fino al momento che il terzo figlio stava per nascere. La vita dei figli è cominciata in Italia. La Diane, come farebbe anche un’altra nonna, volava spesso a Milano, per visitare e aiutare la figlia unica e per godersi quella giovane famiglia. Mi raccontava della prima, che disse alle amiche uscendo scuola: “E’ mia nonna! E’ mia nonna!”
Per me, Diane, insieme con la figlia andavano in giro a Milano per comprare qualche libro in italiano, inseguita a mia domanda.
Le dico adesso:
“Tuo marito si trova in uno stato grave, ma i bambini?”
Sapevo dal giornale che loro sono stati catapultati fuori macchina. Apposto su un incrocio nei prati, una donna non ha visto l’altra macchina e si è gettata ad alta velocità nel fianco dello stesso. Le due macchine sono venute nel pascolo.
Lei raconta: “Il piccolissimo, indietro a sinistra, aveva una commozione cerebrale grave, lo stesso per il secondo, ma leggera. La figlia di setti anni, seduta davanti, le fa male solo la nuca, nemmeno niente graffi”.
(continuo)
Oggi, un martedì piovoso di luglio, mi alzo presto essendo sveglio dalla prima mattina. Facendo la colazione da solo, le ore passano e si fa una seconda colazione a due.
Mia moglie poi scende da vedere nostra figlia nel negozio di lingeria. Di ritorno mi dice:
“La vetrinista Diane, al lavoro oggi, ha il marito in ospedale, che ha avuto un incidente con la macchina, insieme con i tre nipotini. Lui, frantumato sul lato sinistro, si trova sotto una tenda asettica, con cure intense… anche i figlioli sono stati feriti. Mi è stato troppo orribile il sentire di tanto terrore”.
Dico io:
“Così sono stati pure loro, l’incidente che è stato sui giornali e alla TV. Avevo pensato immediatamente al signor Pinto e i nipoti”.
Sapevo che ogni giorno lavorativo della settimana, questi nonni se n’occupavano dalle sette della mattina. Il papà lavorando a Milano, la mamma lavorando qua in Belgio. Avevo però lasciato l’idea che sarebbero stati loro. Oddio, ma non loro!
Scendo anch’io dalla lingeria per vedere e condolermi con la nonna Diane. Ci conosciamo da decine d'anni, la nostra vetrinista. La figlia abitava a Milano con il marito fino al momento che il terzo figlio stava per nascere. La vita dei figli è cominciata in Italia. La Diane, come farebbe anche un’altra nonna, volava spesso a Milano, per visitare e aiutare la figlia unica e per godersi quella giovane famiglia. Mi raccontava della prima, che disse alle amiche uscendo scuola: “E’ mia nonna! E’ mia nonna!”
Per me, Diane, insieme con la figlia andavano in giro a Milano per comprare qualche libro in italiano, inseguita a mia domanda.
Le dico adesso:
“Tuo marito si trova in uno stato grave, ma i bambini?”
Sapevo dal giornale che loro sono stati catapultati fuori macchina. Apposto su un incrocio nei prati, una donna non ha visto l’altra macchina e si è gettata ad alta velocità nel fianco dello stesso. Le due macchine sono venute nel pascolo.
Lei raconta: “Il piccolissimo, indietro a sinistra, aveva una commozione cerebrale grave, lo stesso per il secondo, ma leggera. La figlia di setti anni, seduta davanti, le fa male solo la nuca, nemmeno niente graffi”.
(continuo)
