venerdì, dicembre 29, 2006
Questo anno a Natale si festeggiava in un ristorante. Tutti o quasi tutti i figli stavano al lavoro la giornata del 24. L’anno prossimo andremo di nuovo a casa loro, da ciascuno alternativamente. Non sostengo che qualcosa è stato meno bene, al contrario.
Ero seduto alla testa della tavola. Sui due lati erano sedute le sei donne, in altre parole mia moglie e cinque figlie. Non so se piacevole sia la parola esatta per descriverlo, non ci sono parole per farlo, ma sono stato molto, molto felice. La felicità del padre sentendosi amato e ammirato; mi restava solo l’ascoltare.
1. Qualche giorno fa, – è la Lisa che parla - sola a casa mia e facendo il bagno nella vasca strapiena, sentivo un rumore strano da qualche parte in casa, come dell’acqua che stava correndo e cadendo. Sono scesa al piano terra per rimanere stupita che dall’armatura della luce l’acqua sboccava per terra. Mio marito (amico) essendo sulla cordigliera delle Ande nell’america del sud, ho chiamato mio fratello che diceva: “Arrivo!”. Arrivando lui, insieme con un amico, mi sono vestita un po’ più. Hanno guardato il soffitto finendo che ci sarebbe molta acqua da venire. Per fortuna era solo il troppopieno, del quale il tubo si era sciolto. L’acqua cadente si trovava soltanto nell’unica cameretta in casa dove c'erano delle mattonelle: il bagno.
2. La Linda, abita ad Anversa, ha la TV dalla SIP belga per ADSL. Dagli ottanta canali, ce ne sono tre italiani, i tre RAI. Una cosa interessante per me che a casa mia, nonne ho neanche uno!
3. La Ingrid prende lezioni d’italiano. Ha avuto una piccola festa di classe, ci sono una ventina d’allievi.
4. Dalla Myriam niente notizie. Soltanto Pietro, a scuola ha qualche percento di meno e il papà li ha fatto lavorare in giardino per rimuovere il muschio. Domani gli imparerà il dipingere.
5. La Ann ha un negozio di lingeria. Da anni già, si vede degli uomini, in mano l’etichetta tagliata dal capo in un momento segreto, per comprare il regalo giusto. Lasciamo raccontare Ann.
- Quel signore ha scelto del tutto e avvicinandosi alla cassa dice con un’espressione risentita, in tono educato però e rassegnato: “Sì, la taglia piccolissima per tutto.” Ann si conosce con i clienti e sapendo con certezza che bisogna rispondere qualcosa conveniente gli disse: “Meno male che non sia la taglia massima”. Finito bene, tutto bene.
A proposito di questa figlia. La Ann sarebbe una splendida italiana, è una donna di gran temperamento, proprio come mia mamma.
domenica, ottobre 29, 2006
Facciamo il giro dei figli.
Siamo stati in ansia quando Liesbeth (34) è dovuto andare in ospedale per farsi rimuovere due grandi polipi dall’utero. E' entrata nella clinica universitaria di Bruxelles un lunedì. L' intervento è stato fatto il martedì seguente. Le sorelle, l'amico e noi l' hanno visto al più possibile. Tutto è andato benissimo, meno male. La sera chiedeva di alzare il letto nello scopo di vedere "Bruxelles by night" dalla finestra. Non dormiva bene dopo l'operazione. E' rientrata a casa sua il venerdì. Il suo amico, come un marito, ha preso due settimane di vacanza per aiutarla. Bisognava farsi un'iniezione accanto al taglio. Ogni giorno è stato il fratello a farlo.
Da Myriam (40) e Guy c'è oltre alla figlia di 11 anni, il figlio di 13. Pietro però non ha voluto studiare dopo scuola durante l’ultimo mese. I genitori sono stati in ansia per il risultato. Pietro è attirato molto forte dal computer e dai giochi via internet. Veramente un disastro! Venerdì sera Pietro, con la pagella in mano, ha chiamato la mamma dicendo: " Mamma, ci sono buone notizie e ce ne sono anche brutte. Ho avuto 71% (il limite), ma sono l'ultimo della classe.”. Speriamo che si riprenda, che ha la testa dura.
La figlia maggiore Ingrid (42) si prepara per un viaggio a Roma di 4 giorni, insieme con il marito e tre coppie d’amici dall'università (venti anni fa). Ho fatto per lei le prenotazioni per la cena. E' proprio la figlia che prende lezioni per imparare l'italiano. Sta in secondo anno. Preparavo la conversazione poi mi disse: "Sai, ieri sera la professoressa ha detto che sarebbe meglio dire ' alle 7 e mezzo della sera ' che 'alle 19 e mezzo '. " Ovviamente quando spiegavo al ristoratore l'ora della prenotazione 'alle 7 e mezzo della sera ', mi rispose: "Ah sì, alle 19 e mezzo". Hi, hi, hi.
Nostro unico figlio Steven (31) è anche il minore. Queste settimane, durante qualche giorno la settimana, fa l'aiutante del muratore che sta lavorando a casa sua. In questo momento (giovedì) sto scrivendo alla tavola di casa figlio, mentre due operai della Società della distribuzione dell’energia elettrica cambiano il raccordo alla rete.
La figlia Ann (38) ha un negozio di biancheria. Alla fine dell'anno bisogna sistemare l'amministrazione e la contabilità. Mi chiedeva di impararle Excel (!!) nello scopo di controllare e manipolare un po' l'inventario. A questo punto non seguo e ho detto: "Va bene, dammi quell’inventario, ce la farò io.”
Nostra figlia Linda (41) ha un amico da un anno e mezzo, ma di lui non aveva parlato a noi, neanche alle sorelle. Dieci giorni fa, l'amico è caduto dalla terrazza dal quarto piano. E' sopravvissuto per qualche ora poi è deceduto. Neanche alla prossimità del giorno del funerale nonne aveva parlato a nessuno qua. Giusto ad una figlia si è ostentata l'incidente drammatico e poi ci sono stati altri due sorelle che hanno assistito al funerale e hanno potuto sostenerla in questi momenti tristissimi. Perdere un amico talmente all'improvviso, crea tanti problemi. In questo caso al piano sentimentale; è molto triste.
Come la chioccia, sto chiedendomi ora, se per sfortuna ne ho dimenticato uno.
martedì, agosto 08, 2006
Tutto apposto.
Però ... Ho avuto delle notizie sulla salute di una mia cognata Elisabetta, nata a Charleroi +/- nel 1932. Sta alla fine della sua vita.
E' stata per lei che avevo scritto il 13 gennaio 2006:
Cara Lisa
Questa linea finale
Da solo incederai
L'hai voluta tu
Un'ultima lotta
A cui nessuno sfuggirà
Nel quale certi però
Desiderano perdere
Metastasi
Parola armoniosa,
La porteranno via,
Al giorno Della certezza
Elisabetta cara
Ora ti nascondi
Tante lacrime
Da pochissimi
Ti voglio Uno
Avvicinandosi. Sussurrandoti:
"Figliola mia, Carissima
La' ci darem' la mano..."
Forse che le farò una visita di passaggio, venerdì prossimo, che vado a Charleroi (aeroporto) quel giorno.
Ciao e grazie a tutti voi che mi state accanto.
martedì, luglio 11, 2006
Oggi (9-7-2006).Siamo al mare. Il compleanno di mia moglie sarà solo fra 10 giorni. Ho organizzato però un incontro per festeggiarla, che compierà 65 anni. Gli invitati sono i nipoti e i figli con marito o amico.Ho informato mia moglie solo stamattina, evitando così che non le venissero le paturnie.


Avevo prenotato una tavola per 18, in un ristorante dove si serve un brunch: un insieme di cibi freddi e caldi, i dolci, i vini, l’acqua, un aperitivo e il cafè inclusi. Appuntamento al mezzogiorno.




E’ stata una giornata assai piacevole per tutti.




Le figlie e mia moglie hanno fatto dello shopping dopo la festa, più tardi nel pomeriggio. I maschi hanno giocato sulla spiaggia con un aquilone che si chiama ‘kite’, mentre i minori facevano un negozio con dei fiori di carta colorata. Il prezzo per un fiore è di 50 conchiglie.
Verso le 5 tutti sono saliti nell’appartamento sul tetto. Faceva abbastanza bene a sdraiarsi sulla terrazza. Ci siamo organizzati facendo panini companatici, sulla terrazza o alla tavola, gli adulti dopo i bambini.


La sera, gli uomini e i due nipoti maggiori sono andati nel cafè Botticelli, per vedere la partita della finale sul grande schermo e per godersi l’atmosfera del gruppo, in altre parole come i veri tifosi. Il padrone del bar ha offerto ai clienti una bandiera di carta al bastoncino, sia l’italiana, sia la bandiera francese. Ci sono rimaste solo 4 italiane e un sacco di bandierine francesi.Mia moglie è stata molto contenta della giornata particolare, benché affollata e agitata.P.S. I 5 goal perfetti degli azzurri sono stati per me l’ottimo episodio della partita. Tanti auguri per l’Italia, il nuovo campione mondiale.
martedì, giugno 06, 2006

Monique
Nel 1959, un giorno di giugno, mia sorella Monique, assieme a nostra unica cugina Mariette, venivano visitarme nel seminario. Lo scopo della visita era un invito e la necessità di chiedere il permesso, per fare un viaggio al estero, sia in Italia. Monique, giusto maggiore di me, mai ha potuto camminare. Nata con spina bifida, ha trascorso la vita in una carrozzina. Ha avuto lezioni a casa, è stata un' ottima sarta e aveva disposizioni per le relazioni umane e la psicologia tra persone.
Nell'agenzia di viaggi aveva ordinato un viaggio italiano organizzato, cioè tutto incluso: treni, alberghi e pranzi, fino ai biglietti per la barca da Napoli a Capri. Frattempo avevo comprato un piccolo disco (45 g.), con una ventina di frase in italiano. "Dov'è il gabinetto? Mi fa male ... Quanto costa? eccetera. Le tappe: Milano, Foggia, San Giovanni Rotondo, Napoli e Roma.
Quel anno Monique aveva 22 anni. Da solo poteva lanciarsi dalla carrozzina al letto e vice versa. Un giorno si è rotto il femore. Grave certo, ma ha avuto anche un' infezione sulla frattura nella coscia; si trattava d'infezione al osso con una fistola. Era venuto al punto che le fortissime medicine non potevano più guarirla. Capitava con certezza il significato del suo stato.
Il viaggio dunque era un pellegrinaggio a Padre Pio. Il padre, ora San Pio di Pietrelcina, stava male quel mese di luglio 1959. Una visita di Monique presso il padre era impossibile, che lui era a letto, dentro la chiusura del monastero, non accessibile per donne.
Appuntamento fatto, sono stato io a incontrarmi con Padre Pio, spiegando la ragione del viaggio e della visita; con l'aiuto di un frate come traduttore.
Come sto ricordandomi l'incontro da Padre Pio? Ho fatto il messaggero, certo. Ho visto anche gli occhi del padre dirigendosi verso il frate accanto, forse con l'idea:"Ma qual tizio mi hai portato?" Non lo so. In generale, penso, si mette in ginocchio e si bacia il guanto che scopre la piaga, al cui non pensavo io. Ho portato la domanda di mia sorella, sia guarire, sia vivere.
E dopo? La frattura del femore stava guarita dopo qualche settimana o giorno, la fistola si è chiusa. Monique ha vissuto un altro vent'anni. Ed io, dopo un mio pellegrinaggio in Belgio il 6 gennaio 1960 (i Re Magi), sono uscito dal seminario per ritornare a casa. Più tardi mi sono sposato e così via ...
Qualche ricordo nel margine: il duomo di Milano, dove sono salito sul tetto, la galleria, un certo cimitero speciale. Foggia: la fontana davanti alla stazione. L'albergo a San Giovanni Rotondo, dove avevo premuto sul bottone (aiuto) del bagno, senza sapere ovviamente. A San Giovanni Rotondo faceva molto caldo, già la mattina alle sette. Il cantare assai penetrante delle donne nella chiesa, cui mi ha coinvolto un granché. La "Casa Sollievo della Sofferenza" in costruzione. La gente e noi tre sulla collina a sinistra del convento, da dove si poteva vedere Padre Pio, salutando tutti, sventolando (con) un fazzoletto. Comprare e mangiare qualche fico fresco, un frutto mai visto primo. A Napoli, davanti una chiesa, la gente che esce dopo un matrimonio. Capri e Annacapri (?). A Castelgondolfo vedere e ascoltare le parole del papa Giovanni XXIII.
E Monique, durante i vent'anni della sua seconda vita? Andava in giro come gli altri giovani, sempre assieme con una sorella o un'amica. Si è sposata, ha guidato una macchina, ha fatto un viaggio in Italia con quella sua macchina, questa volta con il marito; per visitare e aiutare la nostra sorella minore Yvonne, vivendo in Italia.
A Monique, le piaceva prendere in giro l'uno o l'altro. Le piaceva andare dove si balla. Ci si mettevano a sedere in un angolo e Monique addietro della tavola. Succedeva che fu invitato per ballare, poi gentilmente rifiutava, coll'intendo di imbarazzare o confondere il giovanotto, quando usciva alla fine della sera, in carrozzina!
venerdì, gennaio 13, 2006
Cara Lisa
Questa linea finale
Da solo incederai
L'hai voluta tu
Un'ultima lotta
A cui nessuno sfuggirà
Nel quale certi però
Desiderano perdere
Metastasi
Parola armoniosa,
La porteranno via,
Al giorno
Della certezza
Elisabetta cara
Ora ti nascondi
Tante lacrime
Da pochissimi
Ti voglio Uno
Avvicinandosi
Sussurrandoti:
"Figliola mia
Carissima
La' ci darem' la mano..."
martedì, novembre 01, 2005
Nella casa al quadro con la rosa
Simone che compie 6 anni ha spento le candele.
Buon appetito!
Per il nonno Simone aveva fatto questo camion. Dagli anelli bianchi
ti viene qualche luce nel buio. Il mio nome in lettere scritte, cui ha imparato in primo elementare.
lunedì, ottobre 31, 2005
Mia moglie ha avuto una telefonata dalla sorella G, una dei miei quattro cognate da quel lato.
Qualche giorno fa le cognate G e L si erano parlate così: "Da Staf e Josy si sente strapoco gli ultimi giorni!?" "Ma sai... sono innamorati da matto ... di nuovo".
Perfino che sia così o no, è piacevole che parlano di noi in questo modo. ;))
venerdì, ottobre 14, 2005

Una foto ritrovata: il cucire dei vestiti è fatto da mia moglie.
Quel giorno ci siamo sposati, mia moglie è la figlia maggiore.
giovedì, ottobre 13, 2005
Verso la fine di questo mese avremo il compleanno del figlio. In fondo siamo tre per festeggiare: prima il nipote Simon, poi io e finalmente Steven al 29 di ottobre; tre giorni consecutivi. L'invito è stato fatto per Steven che avra 30 anni. La carta è stata fatto da sua sorella e si legge:
29-10-2005
stevy, il terribile trentenno - party
dalle 21 o
nel battello "dorian gray"
porticciolo Herentals
dresscode: terribile + vichingo

lunedì, ottobre 03, 2005
Mi ricordo molto bene del leggere di blog, che piano piano muoiono. Allora penso ai scrittori. Le manca il tempo? Un'altra ha cancellato tutto il blog, e per fortuna ho potuto inviarle un'email. Un altro è lasciato dalla fidanzata, perche scriveva dei loro incontri e anche lo diceva a una amica della stessa... Mentre mia moglie sta giocando tetris sul PC, sto scrivendo in cucina questo post. NON VOGLIO MORIRE.

Mi sono occupato della stampante nuova della figlia Myriam, le ho venduto un mio PC, aspetto un nuovo l'anno prossimo. La Myriam fa la venditrice di biancheria nel suo negozio a casa nostra, a pianterreno.
Proprio oggi i lavori alla terrazza sono finiti; la prima visitatrice del terrazzo è stata una farfalla. Da noi questa si chiama 'la piccola volpe'.
href="http://www.splinder.com/mediablog/sciroppato/media/5897127" alt="Farfalla">
La festività del compleanno di Lode (Luigi), è stata coronata di quattro grande pizze, fatte a casa, perfino l'impasto.
La mamma prende lezioni di italiano da 3 settimane. Dopo una mia domanda mi ha detto che le lezioni sono assai intense, ma interessanti. E' una professoressa anche lei, di latino e greco ecc. Da casa sua mi manca la foto di un quadro gigantesco nella stanza: una rosa rossa, solo il bottone.
E' stata una sorpresa quando i nipoti sono venuti a chiedermi di cantare di nuovo: "Down Town - Petula Clark" mediante un apparecchio karaoke o Playstation . Se l'avevano ricordati dal anno passato, e quanti punti avevo segnato.
A casa, siamo più felici, tutti e due, ma nello stesso tempo lavoro di più: lavori, pulizia, la spesa, in cucina ...e sempre di buon umore nella prospettiva del tempo libero, un giorno ...
Alla TV ho guardato, 4 settimane in seguito, una serie sulla essenza e il carattere di Venezia; dalla sua storia e dai suoi abitanti. Raccontato da un veneziano -con albero genealogico- ( per fortuna lui sta vivo) dunque un aborigeno.
Bell'affare Venezia! .
sabato, ottobre 01, 2005
Oggi andiama a una piccola festa a casa di Ingrid, la figlia maggiore. Il nipote maggiore compie 13 anni. Si chiama Lode.
mercoledì, agosto 24, 2005
E' quasi impossibile di raccontare l'ultimo spazio di 24 ore. Sono restato seduto nella mia gabbia d'oro, ma ho pensato a lasciare tutto e gettare via lo stesso.
- Non vai.
Disse. Ho inghiottito, non ho detto niente. Avevo detto prima:
- Che ne pensi se ci andiamo, mia sorella ed io.
Non ha rifletto. Un 'no' bastava.
A fior d'acqua, c'era una pace, nascondendo un temporale cui non è venuto. La forza di una donna: essere molto gentile e dire no a una domanda!.
Una nipote in Italia soffre di magrezza, avendo sempre il mal di stomaco; senza segni obiettivi dagli analisi. E' venuta da 51 fino a 43 chili! Con una mia sorella avevo voluto aiutarla cucinando e facendo altre cose per distrarla, rompendo quel circolo vizioso.
In pensieri ho imballato libri e vestiti. Mi sono cambiato domicilio. Via dal paese delle persone conosciute. Comunque la notte ho dormito e alla mattina mi trovavo, come al solito, nelle messa cantata dove sono cantante. Il vangelo sui tre Re Magi mi aveva stupito in quel mese di agosto. Il prete ci spiegava il simbolismo: che i reliquie dei Re Magi si trovavano nel duomo di Colonia. E proprio a Colonia c' erano i giorni internazionali dei giovani e il papa. Non lo sapevo dei reliquie, mentre i re Magi sono i miei santi preferiti, come sai.
Le difficoltà psichiche e fisiche della mia vita normale degli ultimi giorni, le ho offerto per quelli giorni dei giovani e del papa. A mia moglie, finalmente, ho detto:
- Quando io ho pregato per un milione di giovani e per il papa sono certo che loro hanno pregato anche per me.
La mia rabbia interna, ma vera, dopo 24 ore, si è cambiata in un 'mare molto calmo e pacifico '.
domenica, luglio 17, 2005
Amarcord
mamma, papà, fratelli e sorelle
1.
Mia madre nacqui nel 1905. A casa si parlava fiammingo, la nostra madrelingua. Quando aveva 12 anni, andava e stava a convitto. Un convitto per ragazze; tutta questa vita a convitto era in francese, anche le lezioni. I tempi erano così. Collegi, università, giustizia, il militare, l' amministrazione, il bel mondo (questa gente), tutto in francese, il fiammingo viene considerato come un dialetto non adatto ai studi! Come disse il noto cardinale Mercier.
2.
Però per mia madre il grande problema sembra stata i suoi genitori. A casa loro, come in moltissime famiglie regnava l'alcolismo, un flagello di quel tempo da noi. Del padre e della madre, ma penso meno di lei. Non ho conosciuto mai mio nonno, è morto prima della mia nascita. Ci sono foto e un dipinto o quadro. La gravità della situazione dell' alcolismo: quando il nonno era ubriaco, a volte arrampicò nel lampadario come per tirarlo dal soffitto . Certamente una vista spaventosa e insopportabile per i figli, mia madre e il suo fratello.
3.
Mamma ha raccontatoci, che da bambina aveva pregato molto e spesso perche il suo marito non sarebbe mai uno spugna. Il nonno madornale faceva l'orologiaio e era anche un inventore. Si racconta che un giorno uno gli disse
- ma Vico, se esiste un uomo che ce la farebbe a mettere di nuovo in moto l'orologio della chiesa, sarebbe Lei! E Le pagheremo un barile o un fusto.
Non devo spiegarti che l'orologio della nostra chiesa, dopo più di cent'anni di riposo, e dopo il lavoro sul congegno dello stesso ha mostrato le ore e ha suonato per molti anni. E sempre quando, in un qualsiasi bar di Mol, quel piccolo paese, uno disse a mio nonno
- Ben fatto! L'orologio marcia sempre!
Lui esclamò
- Tournée generale ( da bere per tutti, gratis).
4.
Fortunatamente mia madre ha incontrato e sposato mio padre. Papà non beveva. Lui nacqui nel 1900. Quando aveva 14 anni abitava a Ypres. Un gruppi di famiglie fuggì all' inizio della guerra verso la Francia. Hanno vissuto lì per 4 anni nel dipartimento Maine e Loire. La famiglia di mio padre contava 8 figli. I due fratelli erano due buoni preti, salesiani di Don Bosco. Nessuna delle sorelle si è mai sposata. Una di loro era suora e infermiere a Bruxelles, un' altra faceva la maestra del 4° elementare; una ci ha tirato su e ha aiutato mia madre. Un' altra zia stava a casa, fu la mia madrina, e l' ultima faceva la maestra in un' istituto domestico femminile e più tardi faceva l'aiuto domestico in una casa di ritiro vescovile, nei dintorni di Bruxelles. Durante la seconda guerra hanno nascosto lì dentro, il canonico amministratore dell' università di Lovania. Mio padre faceva l'insegnante per calzolai. Anche il mio nonno aveva la stessa professione, però in prigione ... insegnando questo mestiere ai prigionieri giovani nell' istituto di rieducazione statale.
5.
Dopo la morte del nonno maderno, la nonna ha fatto la droghiere. Mia mamma ha aiutato nel negozio e più tardi faceva anche lei la droghiere. Sono nato lì, il settimo di una dozzina. Vedi la foto. Mia mamma sempre è stata una donna ardita e ottimista. Nel senso commerciale piuttosto troppo ottimista, vedeva tutto roseo, comme disse spesso il contabile.
Il marito sobrio ce l'ha avuta mia madre. Da giovane e per ragione di parsimonia, in più, lui aveva smesso di fumare. Non abbiamo vissuto poveri ma dopo la morte dei miei genitori non era niente per dividere o per ricevere in eredità. Così non ci siamo litigati fra di noi e ci vediamo ogni anno a novembre, per una festa in famiglia sempre piuttosto sobria.
sabato, giugno 25, 2005
Oggi faccio il lavoro che ho sempre fatto nella mia vita: lavoro nel negozio. Ora quel negozio appartiene a mio figlio che lui è invitato per una festa per il battesimo a casa di un amico. Lavorando (!?!) mi è rivenuto l'ispirazione di postare. Cioè al servizio dei clienti, ma quando nonne sono leggo e scrivo come si vede.
...
Un tizio va allo sportello dei servizi delle finanze e chiede all'impiegato di parlare il capo controllo delle finanze, cioè il fisco. Mi dispiace, dice, il capo controllo delle finanze è morto un mese fa. L' uomo parte mettendosi di nuovo in fila. Tocca a lui, chiede di nuovo che ha voglia di vedere il capo controllo delle finanze. L'impiegato, un po' irritato, gli dice che è passato, per sempre, il capo controllo delle finanze. Tizio se ne va e s'infila per una terza volta fra la gente davanti allo sportello. Al suo turno, ripete la domanda all'impiegato, che vorrebbe davvero parlare o vedere il capo controllo delle finanze. Poi il povero impiegato s'arrabbia e dice: "IL CAPO CONTROLLO DELLE FINANZE E' BELL' E MORTO", mi dica: "Perché riviene sempre?" Con un sogghigno risponde: "Mi piace tantissimo il sentire dirlo"
...
Simon, un nipote è stato cattivo verso sua mamma al compleanno della zia Myriam. Era stato il momento per mamma di dire a Simon come comportarsi ecc. Poi quando mamma aveva finito di spiegargli tutto questo dice lui: "Bla, bla bla punto nl" (blablabla.nl). ... Costernazione totale! Poi Ingrid, la mamma oggi mi racconta il caso e mi diceva, dopo che l'aveva domandato al 5enne, che lui l'aveva trovato da solo. E' vero che gioca al computer sul sito " http://www.spele.nl ".
mercoledì, giugno 08, 2005
La festeggiata! Aaaaah, ha detto, sai che non mi piaciono le foto, e per sbaglio si è mossa ... un po'. Ma la foto ce l'ho!
martedì, giugno 07, 2005
Oggi abbiamo nostra figlia Linda che compie 40 anni, ci ha invitato in un ristorante qui vicino insieme con gli altri figli.
martedì, maggio 03, 2005

Sono sveglia
Qui si vede una che mi sembra molto sveglia, e ha soltanto tre anni!
domenica, aprile 10, 2005

La foto con il nome "senza parole" non riesco a mostrarla qui, ma è la foto a sinistra con due altri nipoti.
venerdì, aprile 01, 2005
Pietro, ora compie 11 anni. Noioso, ma vero, sua mamma li ha aiutato durante 5 anni per le sue lezioni ed i compiti. Nel sesto anno si decide ché studiare nella media. Lui vuole studiare il latine; mamma pero gli ha detto che sarà impossibile, se non viene a studiare da solo. Miracolo. Quest'anno ce la fa a studiare e lavorare da solo. L'affare mi è raccontato da sua mamma con negli occhi due punti interrogativi e quattro punti esclamativi. Nonostante, qualche settimana fa, la sua pera è scelta per uno spot pubblicitario per il consumo di ... latte. Vi devo delle immagini, si'. Pietro riceverà la cresima sabato 16 di avrile. Tuttavia l'ho domandato: "Continui a credere?". "Si'," mi disse.
mercoledì, marzo 30, 2005
Pietro, un nipote, di ritorno dalla materna, porta con se un disegno, fatto a scuola. "Guarda papà e indovina cui ho disegnato a scuola!" Guarda beninteso il papà, e vede disegnato un animale con due enorme orecchi ... " E' un asino" dice. "No, papà, sbagliato, non è un asino". "Mmmm è un coniglio" riprende papà e ne è sicuro che lui vede un animale con degli orecchi e dei denti enormi. "Ma noooo papà" dice il piccolo Pietro piangendo davanti a suo papà in ignoranza totale, " è il leprotto di Pasqua".
venerdì, ottobre 29, 2004
Siamo tutti e due più felici. Cioè sono più vivace, più umoristico. Perché no, ieri ho avuto il mio compleanno e tutti i miei figli mi hanno augurati, le 5 ragazze e Steven il cocco della famiglia. Il 27 un nepote, Simon, ha compiuto 5 anni. Gli abbiamo regalato una batteria, non ho chiesto il consenso dei genitori ma quando ha aperto il pacco non ha potuto semare un waaauuw. Oggi il figlio è stato 29 anni. Ma che sono tanto allegro se lo vede e la moglie mi disse ti trovo diventato ... iper- o stra -cinetico. Le ho detto che se vuole potrei vivere di nuovo a passo di lumaca. BrBrBrrruuuuHaaaaa.
domenica, luglio 18, 2004

Quando una delle tue figlie trova una vecchia foto e te la manda, si va sognando ... a trent'anni fa.
mercoledì, maggio 12, 2004
Per 6 giorni, dal 22 al 27 aprile ho visitato la mia famiglia nel Lazio e nella Toscana. Mi hanno ricevuto tanto cordialmente. Abbiamo parlato tanto tanto. Hanno detto: "Finalmente possiamo parlarci". La mamma toscana disse: "Ma guarda una persona che ha imparato la lingua per parlare alla famiglia".
giovedì, aprile 01, 2004
Grazie tanto per il benvenuto da te ColloinFrigo e da voi, la communità italiana del blog. Però carissima Collo, non sono un italiano, puramente sono un belga. Non c'è la mia storia "trasferito in Belgio". Sono nato qui, niente difficoltà. Abbraccio e sonriso comunque da me. In fondo posso alleggerire (un po') la vita a te pure da qui. Ma, altra cosa ........la mia sorella si è sposata con un italiano, ha vissuto a Roma e a Bracciano, è morta troppo giovane. Hanno quattro figli. Tutti sono adulti. Hanno avuto difficoltà per trovare lavoro anche loro(i figli). Sto perfezionando "il mio italiano", quindi troverai che mi sbaglio. Mi piace leggere parecchi blog specialmente: le attività quotidiane e tutte le emozioni, gli articoli e i pezzi di personalità confusa, di andylarock di te e di bacodaseta .....Se ti piace, ti parleró della mia famiglia italiana e di noi i belgi. Bacio.