chi sono
Utente: sciroppato
Nome: Staf
Sono un belga, e sono un fiammingo. La mia madrelingua è il fiammingo. Sto imparando la vostra lingua.
Sono sposato, padre e nonno. Ora in pensione.
Vita, la vita cos'è? 6 miliardi di persone? E dopo 100 anni questi 6 miliardi saranno tutti cambiati, rinnovati.
Sono riconoscente quando mi si fa una correzione!

"E cos'è la vita, il più delle volte, se non è una continua, affannosa, lieve e astuta fuga da se stessi?"
(Susanna Tamaro, Cara Mathilda, p. 19)
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lunedì, novembre 20, 2006
Stamattina dalla panetteria / bar.

Sono in fila, gli occhi piccolissimi dal sonno, aspettando il mio turno. Vedo una bambina avvicinandosi dal fondo. Ha tre o quattro anni e dei capelli lunghi sottilissimi, un pelo sontuoso, non toccato da una spazzola o un pettine, almeno dopo la notte passata. E' come una strega alla faccia molto gentile. Sta parlando alla mamma: “Quando ritorni mamma, non sederti sulla sedia dietro la tavola, che ho un bambino invisibile …”

Ma perché non possiamo restare bambini?
postato da: sciroppato alle ore 22:25 | Link | commenti (5)
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lunedì, agosto 28, 2006
Ho voluto scrivere dei miei vicini.
Il primo però si è annunciato con grande forza ...
Ecco la porta del mio garage:

garage












postato da: sciroppato alle ore 11:37 | Link | commenti (3)
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mercoledì, maggio 03, 2006
Nostra nipote Eline voleva imparare a disegnare e l'avevo preso dal mio maestro del terzo elementare. Questo mio maestro, ora anziano, è un uomo molto gentile, soave, piacente, semplicemente bene bene. Più tardi il maestro mi aveva scritto e chiesto di rendere il corso di disegno per una sua nipote.

Dunque quel venerdì, nel pomeriggio ho guidato verso Mol, dove ci siamo visti, di nuovo a casa sua. Abbiamo fatto quattro chiacchiere. Il maestro mi racconta ..."Il nostro dottore, aspettandomi a casa mia, mentre scendevo dalla macchina e attraversavo la strada, aveva visto qualcosa di me e disse: ti consiglio di fare una visita all'ospedale per un controllo. Detto fatto, ho avuto il controllo. "Il maestro,volendo spiegarmi la risulta, s'alzava lentamente, apriva l'armadio accanto al sedile. Prendeva un foglio di carta con una ventina di parole scritte su. Glissando l'indice sulle parole veniva all'ultima e mi disse: il morbo di Parkinson ... Restava con il suo sorriso suave di sempre, sulla testa il curvo dei cappelli come sempre. "Non ho avuto nella mia vita un incidente stradale, ma adesso non guido più, sarà meglio ... "

Ora comprendo meglio il viso preoccupato della moglie. Sono stato colpito dalla rassegnazione del maestro, quel venerdì santo ...
postato da: sciroppato alle ore 18:40 | Link | commenti (10)
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domenica, marzo 26, 2006
Una forte impressione!

Mio fratello minore è un paziente psichiatrico. Ma abita in una casa di "Abitazione Protetta".
Il ente psichiatrico "Hestia" di queste abitazioni ha festeggiato, la sera del sabato scorso, il suo trentennale.
Mi sono iscritto alla festa e sono partito con qualche dubbio, per assistere a una varietà, intitolata: "Dal trapano al Prozac, la storia della psichiatria". Una sera avvincente? Si potrebbe fare questa domanda.

Normalmente sarebbe impossibile descrivere quel insieme di storia dei trattamenti, di raffigurazioni; accompagnato dalla musica e dalle luci del teatro, a non dimenticare i costumi. Le danze, le canzone, la recitazione, le testimonianze, le foto e i film proiettati.
Sono passati sul palcoscenico: mio fratello come chirurgo del cranio (Il trapano dal ciarlatano), i malati in catene, le punizioni del malato recalcitrante o insubordinato, Siegmund Freud sì, e tutti i mezzi raccapriccianti del secolo scorso finora.
La scossa, la doccia fredda, la camicia di forza, la cura con insulina, la cura della febbre suscitata e l' inevitabile puntura.

Insomma, il più sorprendente è stato il fatto che i malati hanno giocato nello stesso momento, la loro storia personale e la storia della psichiatria.
Tutto questo sarebbe stato impossibile senza il genio delle accompagnatrici e al meno un uomo, e dieci mese di ripetizioni.
Hanno riscosso tutti un successo strepitoso. Me ne sono emozionato parecchie volte.
I malati spiegandoci così che sono scappati a tanto orrore grazie "Hestia" e "L'Abitazione Protetta".
postato da: sciroppato alle ore 17:59 | Link | commenti (10)
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domenica, marzo 05, 2006
Un piccolissimo momento di meraviglia!
Stamattina,
di ritorno dal panificio,
mentre nevicava con fiocchi grossi,
si vedeva
che della casa accanto
la porta era aperta.
Un giovane padre
usciva con il suo bambino
davanti sulle braccia e disse:
"Guarda,senti i fiocchi,
è la seconda volta nella tua vita
che vedi la neve ..."
Il bambino guardava intorno,
volendo prendere i fiocchi,
pure apriva la bocca.
postato da: sciroppato alle ore 21:20 | Link | commenti (5)
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venerdì, gennaio 27, 2006
Oggi. Appuntamento dal dentista. Fa assai freddo, -5. Guido 40 km. per arrivarci. Parcheggio davanti allo studio. Dopo un quarto d'ora sulla sedia nella stanza, esco io. Il dentista sta continuando il suo lavoro nella bocca di mia moglie.
Sul angolo della strada entro nel 'café' "Valien", una 'Casa da bere e da mangiare'. Il nome non ha un significato. C'è un sacco di clienti. Il bar è troppo piccolo per dividerlo in due parti 'fumatori-nonfumatori'. Sono venuto per fumare una sigaretta. Bevo un tè. C'è un trambusto accogliente. Potrebbe essere un bar italiano. La musica? Si sente solo il beat. E sto scrivendo io ...

Gezellig
Riposo al bar











Poi ho preso un caffè. Ho domandato da dove sia venuto il nome del bar e il padrone spiegandomelo disse: abbiamo due figli 'Vally e Eline" (VA-LIEN) ( ie = i lungo).
Mi sono inserito nella discussione al bar. Alla fine la signora, che si vede appena a destra sulla foto sinistra, mi ha passato un sottobicchiere con scritto su, - ma non destinato per me- "C'è un controllore dietro, penso, si scrive tutto". Scritto dal gestore del bar, il sottobicchiere era passato via tutti i clienti al bancone!
Sottobicchiere
Penso che sia bocciato io, definitivamente, come spia ...

Finalmente mia moglie ed io siamo andati dai nostri cognati, qualche km. più in là. Si vede cosa fanno i nonni anche qua:

Bij Reinhilde













FINE
postato da: sciroppato alle ore 17:25 | Link | commenti (10)
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mercoledì, settembre 21, 2005
Mediante l'umorismo la gente di varie culture e religioni si capirebbero fra di loro molto meglio.
E' un turco fiammingo che raccontava questa barzelletta alla radio, anche oggi verso il mezzogiorno.
"Due turchi in macchina furono fermati dai carabinieri a mano armata. Gli era chiesto di mostrare il passaporto e i documenti dell'auto. Tutto a posto i poliziotti dicevano: "Cercasi due rapitori in serie!" Molto in fretta, il turco al volante chiudeva il finestrino. Si vedeva che stavano discutendo intensamente dentro della macchina. L'autista aprendo di nuovo poi disse al carabiniere: "Siamo d'accordo, accettiamo l'impegno."
postato da: sciroppato alle ore 22:14 | Link | commenti (4)
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domenica, agosto 07, 2005

Del fratello di un mio amico caro.

Ieri alle once, cominciava il funerale del fratello di un mio amico caro. Mia moglie ed io ci siamo svegliati assai presto la mattina. Dovevamo passare per Anversa, dove ci sono grandi lavori in corso al raccordo anulare, perché non volevamo arrivare in ritardo.

Arrivando alla città di Sint-Niklaas (San Nicola), ci ha meravigliata la città pulita, con grande case ed edifici solidi e una piazza centrale enorme. Ma il scopo era la chiesa del Santo Cuore, nella parrocchia dei padri, come si dice. Lasciavamo il centro notevole, passando per strade più strette, lungo le case semplici. Nella strada giusto esclamò: "In fondo a sinistra, quella facciata, sarà la chiesa dei padri". Solo che arrivavamo più di un'ora in avanti. Meno male.

Al contrario della parte esterna un po' sporco, c'era tutto a posto dentro. Entrando si deposita un biglietto di partecipazione, e si fa una croce sopra la bara finendo con una mano e per caso una parola di partecipazione ai parenti, trovandosi accanto in fila. Durante la messa, la bara si trova davanti, un mazzolino di fiori bianchi sopra. Uno stesso mazzolino sul altare. Qua non si fa un' abbondanza di fiori, come ho visto in Italia.

 Per l'ingegnere deceduto, essendo scapolo, non fu il leggere di testi dai figli, o il suonare di CD, solo un coro di nove pensionati, trovandosi dietro l'altare. I famigliari sono seduti sulle 8 prime file. Ho visto la figlia del mio amico con una bambina di 5 mesi. La piccola è stata silenziosa, brava. "La giovane vita accanto a una vita dopo il passaggio sulla terra"….parole dal mio amico!

Mentre il coro cantava 'in paradisum, deducant te angeli…' in fiammingo, tutti escono. Pochissimi persone sono andate in cimitero. Si saluta, si parla, si va in sala parrocchiale in vicinanza. Abbiamo avuto l'aperitivo e abbiamo chiacchierato con qualche figlio e nuora del amico ed altri parenti e abbiamo visto come sono cresciuti i nipoti. Non eravamo invitati per iscritto al pranzo con i panini e avevamo capito che ne mancavo qualche posto, dunque partimmo. Mia moglie in più, non si sentiva bene a causa del chiacchierare e di tanta gente, una cinquantina, e siamo partiti.

Volevamo pranzare altrove. Dopo parecchi chilometri mi sono trovato su una grande strada del tutto sconosciuta, a dire il vero, avevo perso la strada e mi sono fermato sano e salvo accanto della strada, ma proprio davanti a un Mac Donald's. Son cose! Come un cane in chiesa, vestiti in completo tutti e due, siamo venuti a goderci chicken nuggets con patatine fritte e tutti quanti. Come gentiluomo in via di formazione fu io a prendere due vassoi, solo che mia moglie mi disse:  "Sono stati usati e a mettere nel lavastoviglie!" Tuttavia, il guidare a casa, dopo un espresso alla fine del pranzo, è stato semplice e svelto.

postato da: sciroppato alle ore 08:11 | Link | commenti (9)
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domenica, luglio 03, 2005
Nieuwpoort ( letterale : Nuovo Porto ) è composto di Nieuwpoort centro e Nieuwpoort marittimo. La parte al mare, per molti anni, è stata abitata solo nei mesi di vacanza. Nel aumenta dell' età media della popolazione - come in Italia d'altronde - tantissimi sono venuti al mare per abitarci o hanno comprato un appartamento per seconda abitazione. Moltissimi pensionati prendono in affitto un appartamento, fuori delle vacanze scolari. Così il Nieuwpoort marittimo vive durante l' anno intero. Ma dal 1° luglio, l' inizio delle vacanze scolari d' estate la popolazione ringiovanisce. Si vede, come ieri sera, la passeggiata delle famiglie. Faceva molto mite o dolce. Un rilassamento generale regnava su tutti. Non faceva caldo, il vento non soffiava più. Il rilasso di genitori giovani con figli giovani, o fratelli e sorelle in famiglia. Non volli più guardare o pensare il vestirsi diversamente; ho voluto godere la loro pace, il loro relax meritato, la loro felicità. In fila davanti alla gelateria, fra la giovane gente nuova, ho ideato questo post per dipingere per voi l' allegria squisita di questa giovane estate. 

postato da: sciroppato alle ore 13:02 | Link | commenti (4)
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mercoledì, marzo 16, 2005

 

Pero' stamattina alle 8, ci sono dei giovani, appena arrivati con l'autobus, in attesa del inizio dei corsi.

Als je wil, zet ik jullie namen er ook op.


postato da: sciroppato alle ore 17:34 | Link | commenti (12)
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giovedì, luglio 15, 2004
Caro diario,
Come le venne quell'idea, non riesco proprio a capire. Il vento soffiava con grande forza. La sabbia veniva spostata sul terreno lungo la diga. Una nonna con due ragazzi, stretti accanto al suo corpo, stavano ritornando dalla spiaggia. La sabbia stava pizzicando gli occhi del più piccolo. Mia moglie ed io vedevamo la scena, leggermente scostati da loro ... Mia moglie partì subito in direzione dei 3 malcapitati, con i loro vestiti svolazzanti, cercando di proteggersi il viso dal forte vento. Arrivata a loro, mia moglie alzò il piccolino e lo protesse tra le sue braccia. La vecchia cominciò a strillare: 'Nooooo!!! Non toccare, non prendermi il bambino.' Lasciando scendere il piccolo ragazzo, il suo berretto volò via e lei gridò: 'Guarda che bella festa '.
Fortunatamente il berrettino si fermò cosicchè mia moglie potè bloccarlo con il piede. Lo restituì alla befana. Poi ritornò da me. Io stavo dall'altra parte, fuori del vento. In quel momento ci accorgemmo che un anziano aveva seguito la scena. Ci avvicinammo a quel vecchietto, anche lui riparato dal vento. Il suo comportamento mostrava chiaramente un certo disagio: 'Non pensare che la conosco, la strega' sembrava dire. Ma noi eravamo sicuri (e lo siamo tutt'ora) che lui fosse il nonno di quei bambini e che la nonna avesse voluto fare di testa sua e esporre i nipotini a quel vento fortissimo.
postato da: sciroppato alle ore 08:30 | Link | commenti (4)
categoria:diario, gente, strano raro