chi sono
Utente: sciroppato
Nome: Staf
Sono un belga, e sono un fiammingo. La mia madrelingua è il fiammingo. Sto imparando la vostra lingua.
Sono sposato, padre e nonno. Ora in pensione.
Vita, la vita cos'è? 6 miliardi di persone? E dopo 100 anni questi 6 miliardi saranno tutti cambiati, rinnovati.
Sono riconoscente quando mi si fa una correzione!

"E cos'è la vita, il più delle volte, se non è una continua, affannosa, lieve e astuta fuga da se stessi?"
(Susanna Tamaro, Cara Mathilda, p. 19)
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giovedì, luglio 02, 2009
Piccolo legame tra il Belgio e l'Italia.

Chi vive a Roma o chi fa il viaggio non bisogna meravigliarsi di vedere "Aspe per 5 euro."

Aspe è lo scrittore Fiammingo con il più grande successo degli ultimi anni. Scrive gialli che si passano tutti a Bruges.Di Bruges si dice "La Venezia del Nord". Mi domanda come sarà chiamato l'ispettore Van In, in italiano.

Dopo il grande successo dei gialli di Aspe in Francia, da oggi è cominciato il lancio in Italia. Agli autobus e alle fermate sono messi dei poster. Nel Belgio quelli posti sono dei più costosi ...

postato da: sciroppato alle ore 17:43 | Link | commenti
categoria:letteratura
mercoledì, dicembre 06, 2006
B. Severgnini bis

Sull'epistola a BSev posso essere brevissimo.

Il testo è stato scritto come una lettera usuale, come si vede dall'inizio, dalla fine e dalla forma. Ho cercato dopo l'indirizzo su internet, al punto di trovare un sito con la possibilità di scrivere al redattore. http://www.beppesevergnini.com/levostreopinioni.htm .

Poi ho solo postato la mia lettera. Ci sono post con le risposte di BSev e ora c'è anche il mio.

Un risposto l'ho ricevuto con una email personale mentionando che la traduzione neerlandese è stata perfino uscita prima di quella inglese con una copertina molto bella. Mi ha salutato con "Ciao, grazie Staf". Ora dormo in pace.

Mi fermo qui e sono contento di avere tanti amiche e amici su splinder.
postato da: sciroppato alle ore 13:32 | Link | commenti
categoria:letteratura
lunedì, novembre 27, 2006
La mia lettera a ...
   
Caro Signor Severgnini,

Il Suo recente libro “La testa degli italiani: Una visita guidata” mi è assai piaciuto. L’ho comprato in traduzione neerlandese all’occasione della fiera del libro ad Anversa, qualche settimana fa.
Come sin dubbio lo sa, parlo del titolo della traduzione, “Italianen voor gevorderden”, sta riferendosi ai corsi di studio della lingua italiana. Penso di essere avanzato in quel senso, perfezionandomi nello studio dello stesso.

Leggendo i primi capitoli ho esclamato, qui a casa mia, che mi veniva la guarigione della mia malattia italiana. È vero che mia moglie ne ha capito un granché, però lei si conosce con il marito e sa molto bene che sono cose che passano. Il testo del libro, sta aiutando a demistificare l’Italia, penso che Lei sia riuscito.

Lei scrive sulla televisione o dello shopping. Si vede che viviamo nell’Europa dell’ovest, influenzati da tanti costumi americani. Possiamo accertare che la scollatura vertiginosa è d’obbligo, in più sono venuti da noi al punto di usare delle parole dalla ‘flatologia’, nello scopo di far ridere la gente, oddio.

È passato con umorismo lungo Napoli e la Sardegna per arrivare a Crema. I vostri corsivi sulla piccola città mi hanno colpito. Mi ha imparato di guardare intorno nel proprio paese, di vivere e di comunicare con la gente. Grazie per il vostro libro.

C’è una cosa speciale che ci ha spiegato: gli italiani e il mangiare. Forse solo per me. Da bambino, a casa, mai ci hanno espresso come sia stato ottimo l’uno o l’altro cibo, nello stesso modo, la parola godimento era come un peccato. Sono cose passate, meno male.

Apprezzo molto di leggerLa, la prossima volta però in italiano. Mi sono familiarizzato con gli italiani e la lingua, leggendo e scrivendo sui blog. Il mio blog personale è http://sciroppato.splinder.com. What’s in a name!

La saluto cordialmente,

Staf D
postato da: sciroppato alle ore 16:51 | Link | commenti (3)
categoria:letteratura
giovedì, novembre 16, 2006
Carissimi C e S,

Ci sono già passati due anni e mezzo dai giorni che sono stato da voi a Bracciano. Mi aveste regalato tra l’altro, un bel libro “Il giro del mondo in ottanta giorni”.

Soltanto adesso ho continuato la lettura del capolavoro di Jules Verne. L’avevo mai letto prima. Mi ricordo bene qualche libro di Verne, ma erano sempre scritti in lettere piccolissime. Che godereccio al contrario questo tuo libro.

Sono stato appassionato nel corso della lettura, dalla storia cui stava trascinandomi in giro del mondo anche me.

Ritengo specialmente la redenzione della vedova Auda in India, il percorrere degli Stati Uniti in treno e la corsa con il tempo durante la traversata dell’oceano atlantico. Non voglio dimenticare la descrizione della geografia dappertutto nel mondo e lo studio del carattere e del temperamento dei personaggi.

Immergendomi talmente nella storia della scommessa, sono venuto io a fare il giro del mondo in otto giorni, un’impresa lo stesso.

Vi ringrazio di nuovo per il tuo regalo delizioso, sperando di vederci almeno l’anno prossimo.

Un abbraccio molto forte da
Zio Staf.
postato da: sciroppato alle ore 18:44 | Link | commenti
categoria:letteratura
lunedì, dicembre 05, 2005
Preso dalla novella di Mario Soldati: "La seggiolina del Florian". "... Guarda l'ora: mezzanotte e mezzo. Spegne la luce, si sdraia sul letto completamente vestita e resta immobile. La Frazer, dalla camera vicina, non deve sentire alcun rumore. E' molto importante farle credere che Frances si è subito addormentata. Ma Frances non dorme, anzi si sente molto sveglia. Nel buio, ad occhi aperti, Frances pensa al suo progetto. Pensa anche che a Venezia la felicità è nell'aria, nei colori, nelle cose ... non è come a Londra."
postato da: sciroppato alle ore 23:30 | Link | commenti (11)
categoria:letteratura
lunedì, novembre 14, 2005

Solo, in ristorante 'Dai cugini' a Hasselt. Che fai aspettando, si legge. E quando si accorge di qualcosa speciale? Ho domandato qualche carta e ho notato:

"I pensieri messi su carta sono come le orme di uno che cammina sulla sabbia: si vede la strada che ha preso, ma per sapere cio' che ha visto lungo la strada bisogna usare i suoi stessi occhi."

A. Schopenhauer

 

postato da: sciroppato alle ore 22:05 | Link | commenti (14)
categoria:letteratura
domenica, agosto 14, 2005
Letto su "Cara Mathilda" di Susanna Tamaro, p. 40-41:

in Giappone ...
E così una sera sono approdata in una locanda di legno e bambù costruita sulle palafitte, vicino a Nara, l'antica capitale. Si trovava sulle pendici di un monte, immersa in un bosco. Sotto la costruzione di legno scorreva un torrente, scendendo formava piccole cascate e laghetti. La luce filtrava tra le chiome degli alberi e, nelle zone d'ombra, riposavano alcuni daini.Il nome della locanda eri I giorni e le notti, i mesi e gli anni. La mia accompagnatricemi ha poi spiegato che l'idea di albergo, nella loro cultura, è completamente diversa dalla nostra. "Da noi", mi ha detto, "si va in un albergoquando si ha bisogno di un periodo di raccoglimento interiore. Per stare da soli, in libertà." E difatti, nell'edificio non esisteva, come da noi, un locale adibito a "sala da pranzo". Mangiare è considerato un fatto estremamente privato, da non dividere con nessun estraneo. Così, dopo averci offerto un kimono per stare comodi, ci hanno servito il pasto in camera. Alle sei la cena era già finita e non avevamo più niente da fare, così abbiamo passato il resto della serata a guardare fuori dalla finestra. Non si sentiva altro che il frinire degli insetti, accompagnato dal rumore dell'acqua e del vento che muoveva le foglie; di tanto in tanto il richiamo di un daino. Ricordo quella notte - immersa in un silenzio così "pieno" - con la gioia di un'emozione inaspettata. Il tempo si era dilatato, aveva smesso gli abiti ordinari per caricarsi di sacralità.

Senza un mio commento, sono le vacanze e leggo ...

postato da: sciroppato alle ore 21:58 | Link | commenti (5)
categoria:letteratura
lunedì, luglio 25, 2005
1.
Molto vicino a casa mia ho trovato un tesoro. Solo per me ne è uno. In biblioteca municipale si trova l'angolo coi libri per apprendere delle lingue straniere. Si vede grammatiche, corsi con cassette o CD e libri basati su un vocabulario ristretto, ( 600, 1200 o 1800 parole). Ci torno spesso, non trovo che voglio.
2.
L'altro giorno volevo ritrovare, da qualche parte nella biblioteca, un libro di Primo Levi in italiano che avevo letto parzialmente. Ecco il mio tesoro. Dopo moltissimi romanzi nelle lingue più prossime del Belgio, ne ho visto una quarantina in italiano. Mi sono detto: bravo, finalmente.
3.
Per le mie vacanze al mare mi sono servito un bel po':

A. "SETA" di Alessandro Baricco.

Affascinante e avvincente, il leggere è stato un'allegria. Un pezzo per te: "Fecero scorrere un pannello di carta di riso, e Hervé Joncour entrò. Hara Kei era seduto a gambe incrociate, per terra, nell'angolo più lontano della stanza. Indossava una tunica scura, non portava gioielli. Unica segno visibile del suo potere, una donna sdraiata accanto a lui, immobile, la testa appoggiata sul suo grembo, gli occhi chiusi, le braccia nascoste sotto l'ampio vestito rosso che si allargava tutt'intorno, come una fiamma, sulla stuoia color cenere. Lui le passava lentamente una mano nei capelli: sembrava accarezzasse il manto di un animale prezioso, e addormentato."

B. "IO NON HO PAURA" di Niccolò Ammaniti.

Dall'avviso sulla copertina: "Lui va al cuore della sua narrativa, con una storia tesa e dal ritmo serrato, un congegno a orologeria che si carica fino a una conclusione sorprendente: ..." Per te: "E' rimasta in silenzio. Sembrava che non se ne volesse più andare. Si è girata e ha sussurrato un grazie. - Per cosa? - Per l'altro giorno ... Quando hai fatto la penitenza al posto mio. Ho alzato le spalle. - Niente. - Senti ... - E' diventata tutta rossa. Mi ha guardato per un secondo e ha detto: - Ti vorresti fidanzare con me? La faccia mi è diventata bollente. - Come? Si è piegata a carezzare Togo (il cane). Fidanzarci. - Io e te? - Sì. Ho abbassato la testa e mi sono guardato la punta dei piedi. - Ecco ... Non tanto."

C. "LA MADRE" di Italo Svevo.

Sto solo per cominciare. Ho letto la prima parte. Il primo atto. E' un linguaggio piuttosto difficile, diciamo antico. ... Ma ora mi accorgo che il libro è composto di quattro racconti separati. Dopo "La madre" è venuto "Vino Generoso". Quando "Seta" è un esempio per studiare il passato remoto, nel secondo libro nonne si trova nessuno. Sarà la professoressa a spiegarmelo. D'altronde talvolta l' italiano è più vicino al fiammingo che al francese, per esempio in questo: anche noi facciamo l'uso del infinitivo come sostantivo. " Il parlare, il ridere = het spreken, het lachen. " FINE.
3
... del nostro 'vino generoso' ne resta solo quattro bottiglie vuote, dopo la visita della cognata (sorella della moglie) e suo marito. Mi correggo, avevano portato tre bottiglie, già raffreddate, con sé... Evviva le vacanze, evviva l'estate.
postato da: sciroppato alle ore 17:31 | Link | commenti (21)
categoria:letteratura
venerdì, giugno 17, 2005
Een traan

Aan mijn wimpers welt een traan
ze lijkt verweesd en breekbaar
weifelend en onnuttig.
Ze danst en trippelt als de slanke
ballerina van een muziekdoos.
Ze laat los,
een diffuse parel
die langzaam zijn weg zoekt,
haar spoor tekent mijn aangezicht
't is een schroeiende wonde
met zout geëtst.
Een spiegel is ze geworden,
hij reflecteert nu mijn verstilde smart
met de jaren nog verhard.
Een kristal spat uiteen op mijn handen.
Aan mijn wimpers bengelt een traan
weifelend en breekbaar
verweesd en onnuttig.

Poesia di Aleteia (04 giugno 2005), traduzione in fiammingo da Sciroppato.
postato da: sciroppato alle ore 22:15 | Link | commenti
categoria:letteratura
lunedì, giugno 06, 2005
Ho letto sul giovane blogger 'ilrigattiere.splinder.com':

post:

La misteriosa fiamma della Regina Loana, Umberto Eco, Bompiani, 451pp., 19,00 euro. Ci sono precisi momenti, durante l'incerto arco dell'esistenza, in cui pare di perdere il contatto col passato. La nostra isterica epoca ci costringe alla continua e totalizzante propensione al domani, a ciò che inevitabilmente dovremo essere. La soffitta di Yambo, distante anni luce dalla frenetica quotidianeità, è allora la placida stanza dei ricordi, il metaforico recupero della nostra innata sostanza. Quei vecchi dimenticati scatoloni, ricolmi di oggetti d'infanzia, si tramutano in magici vasi di Pandora dai quali riemergono scampoli di storia passata. Una storia che riaffiora meravigliosamente dalla fitta nebbia di vuote ed inutili angosce. Quando l'essenza dell'uomo sta sempre e comunque nell'intimo legame con le proprie, eterne radici.

commento di un utente anonimo, ora più anonimo, cioè angelstar-stella.splinder.com (Benvenuto Stella!)

La trama infatti sembra avvincere, ma ben presto s’inceppa in un meccanismo un po’ farraginoso che si regge su un’unica trovata letteraria (il “cammino” a ritroso nel tempo alla ricerca della memoria perduta), congeniale forse per un racconto breve, ma che si dimostra invece fragile e inadeguata.
Il romanzo si difende finché può facendo una panoramica su un ventennio di memoria collettiva, raccontandone canzoni, trasmissioni radiofoniche e libri, riviste e fumetti: si tratta naturalmente di una panoramica che non è esaustiva né vuole esserlo, ma è l’escamotage del quale Eco si serve per contestualizzare la vicenda del se stesso bambino/ragazzo e per raccontare quali letture lo abbiano formato, da quelle più serie a quelle più divertenti.
E qui si potrebbe obiettare che, forse, di fronte alla possibilità di scoprire quali letture abbiano influenzato uno dei più importanti e stimati intellettuali italiani, sia deludente arrivare ad avere l’elenco di libri e riviste letti da Eco soltanto dai sei ai sedici anni.
Queste “rivelazioni” non ci dicono granché, infatti, delle passioni successive dell’autore, fatta salva forse quella per il fumetto, ancor oggi bistrattato da molti maitres a penseè italiani, e che invece Eco ha sempre dimostrato di apprezzare come forma letterale e culturale a pieno titolo.


postato da: sciroppato alle ore 21:46 | Link | commenti (2)
categoria:letteratura
mercoledì, giugno 01, 2005
Su richiesta di Fabiana, ecco ...:
Quando si entra nel soggiorno, nella cucina o nel bagno, non si vede nessun libro. Aprendo gli armadi non si vede neanche uno mio libro. Si' che leggo, un giornale, una rivista, delle stampate pubblicitarie, delle lettere e dei libri. Pero' dopo lettura metto tutto in fondo al living, in un angolo dietro della credenza lunga. Fino che lei mi domanda di sistemare l'angolo. Allora prendo un cesto di plastica, ci metto tutto per portarlo nella mia stanza sull' ultimo piano.
Qua si vede una tavola, due armadi ed un mobile composto di armadietti e di mensole, stile anni sessanta.Si vede anche un PC e un Mac, lo scanner, una stampante, un telefono, due altoparlanti. Poi si trova qua l'amministrazione famigliale, ustensili e cosi' via.
Prima che avevo questa stanza, i miei libri si trovavano 'sul solaio', come diciamo noi, a dire il vero il solaio è un loft, ma non ristrutturato o transformato. Nel tempo dell' acquisto della casa, in fondo al giardinetto si trovava quella vecchia fabbrica in cemento armato. Un mio rifugio per rilassarmi, fumare (vergogna!) e sognare ...Molto freddo in inverno, in estate ... si'.
Pero' parliamo libri.
1. Nella mia biblioteca:
Lerntechniken fuer Erwachsene, La Regina Noor, La scoperta del Sagalassos perduto, Vincere Anorexia Nervosa, I cercatori di significato, Il libro di base della fotografia, La mia nuca-la mia schiena. Biografia di François René de Chateaubriand: "L'eternità, la raggiungero' io?", The fair face of Flanders, di Harriet Rubin: "La Monarca (la principessa): Machiavelli per donne", Bocaccio: Decamerone (trad. parziale recente in fiammingo), Frances Mayes "Una casa in Toscana", Tim Parks: "Educazione Italiana", Cenerentola (con cassetta), Ville e giardini della Toscana, He LiYi, "Figlio di Cina", Historia della Inghilterra, Eclisse Solare su di Bruges, Divina Commedia, U. Eco: Come si fa una tesi di laurea, Hanna Arendt: L'Uomo, Vintila Horia: "Dieu est né en exil", Italiani, Quanto fiammingo sono i Fiamminghi?
Il genere dei miei libri: storia, popoli, religione, lingue, il computer.
2. L' ultimo libro che ho comprato era "La fiamma misteriosa della regina Loana" di Umberto Eco ma in traduzione fiamminga.
3. Ora leggo: "Fiabe tradizionali Italiane", ordinato alla donna che fa sempre le vetrine nel negozio, i suoi nipoti abitano a Milano. Viaggia spesso li' per vedere sua figlia ed i nipoti.
4. Non consiglio libri ad altri blogger perché ho pochissimi libri in italiano. Ma scelgo tre libri nel caso che vogliano prendermeli tutti meno tre.
a) Visioni di Anna Katarina Emmerick annotate dal poeta Clemens von Brentano. Una descrizione della vita di Gesù Cristo dal vivo e di giorno in giorno per i tre anni. Quando leggo sono presente anch'io. Penso che siano davvero le opere le più particolari che esistono; ci sono sei  volumi.
b) Gergo Italiano (Ed. Assimil) Ci trovo tutte le parole che voi scrivete con punti: c...o, v.. ... ...o, ma anche "è una bomba", "ci sa fare", tesoro, tesorino, tesoruccio, "mi sono preso una cotta", "ha alzato il gomito" ... Molto speciale in questo 'librettino' il scrittore ha messo una bomba alle parole da non usare mai (never the never). 'Terrone' non ha una bomba, 'polentone' ne ha una !?! Ci sono nomi più gentili :arrivista, brocco, cacasotto, decrepito (io?), fallito, grassone, imbranato, leccapiedi, matusa (di nuovo), piagnione, rammollito, scemo, tappo, venditore di fumo ...
c) terzo libro: senti: "A Leuven (Lovania-Louvain), nel 1805 un barbiere del tempo delle parrucche e postino dopo Napoleone ha preso nota di tutto che ha visto e che ha sentito, giorno dopo giorno, per più di dieci anni in quei tempi di guerra e di saccheggio". Amo il nuovo libro in cui lo scrittore di oggi ha sistemato il sacco di data su quel periodo.
5. Passero' il testimone a  cinque blogger, ma preferisco di generare qualche nuovo blogger invitandoli a cominciare un blog in italiano.
postato da: sciroppato alle ore 22:36 | Link | commenti (8)
categoria:letteratura
mercoledì, maggio 11, 2005
Del libro di Umberto Eco:

Signorine non guardate i marinai

Chissà perché oggigiorno le ragazze
Van tutte pazze pei marinai ...
Non sanno che bisogna diffidare,
tra il dire e il fare
c'è in mezzo il mar ...

Signorine non guardate i marinai
perché, perché
vi potranno combinare certi guai
perché, perché ...

Coniugando il verbo amar
Lor v'insegnano a nuotar
Poi vi lasciano affogar.

Signorine non guardate i marinai
perché, perché ...
postato da: sciroppato alle ore 19:50 | Link | commenti (3)
categoria:letteratura
venerdì, maggio 06, 2005
Nel frattempo ho finito il libro di Umberto Eco 'La misteriosa fiamma della regina Loana', e mi è venuto la voglia di scrivergli. Questo libro rappresenta le memorie del scrittore, specialmente la sua gioventù, adolescenza inclusa. E' sorprendente che queste memorie assomigliano alle mie e forse anche alle tue, dipende alla tua età o che sia maschio o femmina.
Sono convinto che la vita sia davanti; pero non è possibile di parlare di memorie quando questa persuasione sia assoluta!

Sul libro nominato, ho letto un sacco di cose, vissute dal scrittore ma vissute anche da me: la casa, il giardino, il paese, la famiglia lontana, i fratelli e sorelle, i fumetti, la radio, una certa libertà a casa, le monellerie, il movimento giovanile, (scouting per me), la scuola, la guerra, la musica, i pochi film, i genitori, l'altro sesso.
Alle dodici ero innamorato di due ragazze, una è morta circa i sui 18 anni, trascorrendo la strada. L'altra ragazza l'ho fotografato mentre correva in una processione. Più tardi mi sono venuti i fenomeni dell' adolescenza; ma il ingenuo, che sono stato sempre, nonne sapeva un cavolo e nonne ha voluto sapere cosa fin un certo momento. Poi si trova degli amici che ti raccontano qualche barzelletta che non capì io, ma che finora mi ricordo tutte e tre.(*) Essere innamorato da matto, è come una malattia. Viaggio in Olanda per tre giorni per vedere la tedesca dei miei sogni.
Per Umberto Eco ci sono 4 centinai di pagine per la sua storia, per me basta qua. Sono convinto che la vita di ognuno è di un gran valore, ma nel contempo l' uomo è piccolissimo.
* Una  : "Perché sarebbe vietata a Kylie Minogue (Brigitte Bardot) di visitare Pisa ?"
postato da: sciroppato alle ore 16:11 | Link | commenti (6)
categoria:vita, letteratura
martedì, aprile 26, 2005
Ho comprato il libro "La misteriosa fiamma della regina Loana" di Umberto Eco, in traduzione fiamminga. E' stato un acquisto impulsivo. In generale, prima di comprare leggo un po' nel libro o lo prendo dopo aver letto una recensione.
Sono contento che il mio libro sia nella mia lingua. Il contenuto è scompigliante e caotico, ma sono verto che ciò sia voluto dal scrittore. Non conoscevo lo stile del grande scrittore, a meno che usa tante parole difficili, cioè normale per lui. A dire il vero, le memorie e la vita di Umberto Eco sono troppe lontane della mia vita. Mi correggo. Ci sono atti, punti di vista e sensazioni dell' autore che mi sono molto vicini, perché anch'io sono un uomo piuttosto vecchio. Nonostante il caos voluto - i primi ricordi di tutti si trovano nella nebbia - è cosi per Tizio, Caio e Sempronio. Che vuoi? Ma quando un giorno ce la faccio a scrivere le mie memorie, penso di copiare la sua trovata.
postato da: sciroppato alle ore 13:31 | Link | commenti (8)
categoria:letteratura
mercoledì, gennaio 19, 2005
La sera leggo la Decamerone in una tradizione contemporanea.
Ora parto per Bruxelles, in macchina a visitare la mia cognata. ci parliamo in italiano.
Poi non c'è nessun correlazione fra la prima e la seconda frase.
...
Mi sono dato un giorno libero.
postato da: sciroppato alle ore 10:33 | Link | commenti (3)
categoria:letteratura
lunedì, gennaio 10, 2005

A tanto a tanto leggo nel mio libro italiano comprato in Belgio, un libro del Eco. Cito una frase, soltanto una.

"... punto. Benché i delegati a proteggere la privacy si diano da fare per impedire che i dati personali, comunque raccolti, vengano indebitamente divulgati, la persona comune non perde occasione per communicarli a cane e porci, compila decine di certificati di garanzia per oggettucoli che mai nessuno gli riparerà, richieste di essere tenuto al corrente su prodotti commerciali di cui nulla dovrebbe importargli, risponde a questionari, cerca di entrare in gruppi di ascolto per poter registrare coram populo che quella sera ha preferito il film d'amore al dibattito politico o vice versa, agita le mani dietro a ogni intervistato televisivo in modo che sia chiarito senza ombra di dubbio che lui o lei quella sera erano li' e non altrove, e (persino) mentre nei secoli scorsi gli abiti erano intesi a celare le forme del corpo (le cui delizie erano riservate agli intimissimi), porta solo abiti che mostrino l'ombelico, la curva dei glutei, la catenina della mamma sul petto villoso, la prominenza dello scroto, il capezzolo, tra poco il ......... Punto" Fine citazione o copia, come preferisci. Non ho messo l'ultima parola della frase.

postato da: sciroppato alle ore 21:00 | Link | commenti (2)
categoria:letteratura
sabato, novembre 20, 2004
Leggo: 'Il viaggio delle bottiglie vuote' di Kader Abdolah. Mi interesse come si scrivo in una altra lingua che la sua propria. Come ce la fa K. Abdolah. Abdolah è iranese e scrive in olandese. Ho trovato il libro nella nostra biblioteca. Io leggo in olandese iguale nederlandese iguale fiammingo. Ho preso questo testo da Alice. E' permesso Alice? Qui dal libro mentionato:
"Era ormai qualche mese che abitavamo in quel quartiere, in quella via. I vicini ci passavano accanto come se non esistessimo. Come se non ci fosse nessuno straniero nella loro strada. Neppure io li guardavo, perciò non sapevo ancora chi abitasse in quale casa e chi fosse la moglie di quale marito.
In realtà tutto il vicinato ci teneva accuratamente d’occhio. Le donne della nostra via si nascondevano dietro le tende e controllavano i nostri acquisti.” Da Il viaggio delle bottiglie vuote di Kader Abdolah.
postato da: sciroppato alle ore 21:44 | Link | commenti (4)
categoria:letteratura
giovedì, novembre 18, 2004
Nostra strada è lunga di 420 m. Ci sono negozi. Ci sono una decina di osterie, bar, tea-room nella nostra via commerciale. Hanno dei nomi come Zandloper, Eclipse, Pierrot (ex Gelati), Maxim's, Orient, Paco, Panos, Gildenhuis, 't Gildenhofke, Benvolios e il più recente è un Illy Caffè. E' facile quando mia moglie ed io vogliamo prendere il thè. Due giorni fa eravamo al Pierrot e stavo come al solito dirimpetto a mia moglie. Avevo fissato i miei occhi sul suo pezzo di sopra e cominciai a sorridere. Poi lei mi dice: "C'è un testo? Eppure non è italiano!?!" Si, si è italiano dico. E mi affretto di andare fuori tema. Perché ne ha piene le taschi del mio hobby, imparare la lingua.

Ora il testo per me è un' enigma: "Finché ti è possibile, senza doverti abbassare, sii in esserci nel silenzio." Prego, chi conosce questo testo?
postato da: sciroppato alle ore 14:37 | Link | commenti (3)
categoria:letteratura, citta, moglie
martedì, novembre 09, 2004
Ho letto questa settimana: "Non ti muovere" di Mazzantini.
postato da: sciroppato alle ore 18:56 | Link | commenti (4)
categoria:letteratura
martedì, ottobre 12, 2004
Mi piace sempre curiosare nelle librerie. Poi si vede molto bene i libri coi copertini gialli della serie 'for dummies'. "Fotografia Digitale for dummies" ce l'ho, ma "Italiano for dummies" prende un insufficiente per me. Ero stupito però di vedere il titulo "Migraine (emicrania) for dummies" e penso che il prossimo sarà "Boiling eggs for dummies".
postato da: sciroppato alle ore 11:42 | Link | commenti
categoria:letteratura
mercoledì, giugno 23, 2004
Caro diario,
Per oggi ti confido le belle idee che ho letto stamattina. Foglio 23 di un libro:
"Questa notte è caduta una forte pioggia. Era così violenta che più volte mi sono svegliata dal rumore che faceva battendo sulle imposte. Stamattina, quando ho aperto gli occhi convinta che il tempo fosse ancora brutto, mi sono scrogiolata a lungo tra le coperte. Come cambiano le cose con gli anni! Alla tua età ero una specie di ghiro, se nessuno mi disturbava potevo dormire anche fino all' ora di pranzo. Adesso invece, prima dell'alba sono sempre sveglia. Così le giornate diventano lunghissime, interminabili. C'è della crudeltà in tutto questo, no? Le ore del mattino poi sono le più terribili, non d'è niente che aiuti a distrarsi, stai lì e sai che i tuoi pensieri possono andare soltanto in dietro. I pensieri di un vecchio non hanno futuro, sono per lo più tristi, se non tristi, malinconici. Mi sono spesso interrogata stranezza della natura. L' altro giorno alla televisione ho visto un documentario che mi ha fatto riflettere. Parlava dei sogni degli animali. Nella gerarchia zoologica, dagli uccelli in su, tutti gli animali sognano molto."
(continua)
Dai
postato da: sciroppato alle ore 12:36 | Link | commenti (1)
categoria:diario, letteratura
venerdì, maggio 14, 2004
Azione foglio 23: Nella mia stanza ho preso il primo libro. Poi chi si ricorda o riconosce? .............. Quando gli uomini arrivarono al secondo piano anche questi suoni cessarono e tutto rimase immerso nel silenzio. Coloro che avevano fatto irruzione si divisero e ispezionarono una stanza dopo l'altra. Quando giunsero a una larga camera che dava sul retro del quarto piano (la cui porta fu giocoforza sfondare perchè era chiusa con la chiave dall'interno) gli astanti rimasero inorriditi e sconvolti dallo spettacolo che si presentì ai loro occhi.

L'appartamento era nel più tremendo disordine e i mobili, fatti a pezzi, erano sparsi in tutte le direzioni. Vi era una sola testiera e il letto era stato strappato via e buttato in mezzo alla stanza. Su una sedia vi era un rasoio tutto insanguinato e sul focolare due o tre lunghe e spesse trecce di capelli grigi, anch'esse intrise di sangue, che sembravano essere state strappate alla radice. Sul pavimento furono trovati quattro napoleoni, un orecchino con un topazio, tre grossi cucchiai d'argento, tre cucchiai più piccoli in métal d'Alger, e due borse che contenevano ciascuna circa quattrocento franchi d'oro. I cassetti di un bureau che si trovava in un angolo erano aperti ed erano stati, in apparenza, rovistati, per quanto molti oggetti ancora vi rimanessero. Sotto il letto (e non accanto alla testiera) fu scoperta una piccola cassaforte metallica: era aperta, ancora con la chiave nella serratura. Conteneva solo qualche vecchia lettera e altre carte di scarso interesse.

Non fu trovata traccia di madame L'Espanaye ma, dato che nel caminetto fu notata una insolita quantità di fuliggine, si fece una ricerca nella canna fumaria. Da questa (orribile a dirsi) fu estratto il cadavere della figlia, che era con il capo all'ingiù. Era stato spinto a forza, per un considerevole tratto, nella stretta apertura. Il corpo era ancora caldo e presentava, all'esame, molte escoriazioni, causate indubbiamente dalla violenza con cui era stato spinto nella conduttura e poi tirato fuori. Sul viso vi erano graffi profondi; la gola era piena di ammaccature e mostrava segni di unghie come se la giovane donna fosse stata uccisa mediante strangolamento.....
postato da: sciroppato alle ore 19:46 | Link | commenti (4)
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